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Il nuovo anno...

Sappiamo che si fa il punto della situazione: un bilancio emotivo. Qualche rimorso qua e là, il tentativo di piazzare sogni e speranze. Spesso già il giorno dopo capiamo che resteranno irrealizzati. Perché? Le possibili risposte ...
- “Perché sono fatto così” è la prima frase che ci impedisce di fare dei cambiamenti. Ci nasconde dietro le nostre paure.
- “Perché adesso non è il momento giusto” la frase che ci dovrebbe far capire che al momento le nostre priorità sono diverse da quel che ci siamo prefissati.
- “Perché non ho le capacità” frase che ci dovrebbe far capire che se crediamo di non averle abbiamo sbagliato il nostro obiettivo e quindi dobbiamo rivederlo. Frase che potrebbe ricercare l’attenzione degli altri per farci dire che invece siamo bravi, o che nasconde il fatto di creare da soli la nostra trappola: se io metto un obiettivo che so di non raggiungere confermerò di non essere quel che sono ed evito di avere la responsabilità di un obiettivo raggiunto (ci sono processi cognitivi complessi sotto queste parole che vedremo in un altro post).
Intanto, non possiamo cambiare da un giorno all’altro: il cambiamento è un processo, un flusso all’interno della vita. Per essere radicato e sentito, il cambiamento deve avvenire in modo graduale come succede agli alberi nei cambi di stagione o all’allungarsi e accorciarsi delle giornate.

 

Ogni giorno possiamo cambiare noi stessi in piccole parti, che all’inizio sembreranno invisibili a noi e agli altri... a tale proposito, altra cosa fondamentale: quando si cambia non dobbiamo osservarci attraverso gli altri perché rischieremo un percorso senza senso e ci perderemo.

La nostra mente ha bisogno di stabilire dei confini, dare nome alle cose, raggruppare, catalogare, spesso ci si incastra in una ricerca ossessiva di spiegazioni. E così tutti i giorni. Ci consuma energie questo logorio. Dormiamo male (dormire poco intossica il cervello), mangiamo cercando zuccheri (perché il cervello richiede quelli), aumenta il grasso addominale e intramuscolare, diminuisce la massa magra, si rischia indebolimento delle ossa.

Detto ciò, come cambiare?
Teniamo presente le nuove frontiere: neuroplasticità.
La neuroplasticità è la proprietà che consente al cervello di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento in risposta all’attività e all’esperienza mentale.
Cosa vuol dire? Che lo si può allenare, che i nostri pensieri cambiano le “strade”, le connessioni, neurologiche.
Quindi? Se pensiamo ogni giorno le stesse e cose e usiamo i nostri schemi (modalità di pensiero) il nostro cambiamento fallirà in ogni caso.
Più si pensano alle stesse cose più il nostro cervello si abitua a pensarle. Più penseremo a un problema è più ci sentiremo male, più sarà facile pensarci senza soluzione. È come voler aprire una porta perché non si ha voglia di cercare l’altra chiave, ma lamentarsi che si vedono sempre le stesse cose.
Il bello è che la neuroplasticità ci insegna che il cervello è allenabile, che possiamo cambiare le connessioni esercitandoci con nuovi pensieri e nuove esperienze... già!, abbiamo dimenticato che la vita è prima di tutto ESPERIENZA, e l’esperienza è la prima forma di apprendimento!

Quindi BUON ANNO di esperienze con nuovi schemi e nuovi pensieri,
BUON ANNO senza lamentele, ma responsabilità per le azioni verso il cambiamento,
BUON ANNO per un viaggio di ascolto di te stesso, per stare meglio con altri.


Dott.ssa Nicoletta De Col
Chinesiologa e Psicologa
Riceve in Ospedale Villa Salus e nel suo studio a Mogliano Veneto
www.nicolettadecol.com



 

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