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Le credenze, fonti di dolori


É da molto che non scrivo nel blog… moltissimo. Sono stata risucchiata in vortici di lavoro esteriori e interiori, ma credo che questo non vi interessi.


Quello che voglio fare in questa occasione é scrivere delle nostre prigioni create dalle nostre credenze. Cosa intendo per credenze? Sono le nostre convinzioni, presenti fin da quanto eravamo bimbetti, che possono essere ereditate dai nostri genitori/familiari e da noi, poi, condivise, o accettare per sopravvivenza.

Mi spiego: le credenze della nostra famiglia a volte ci vengono imposte, nel caso ci comportassimo in modo divergente rischiamo di non essere accettati dal nucleo familiare, rinunciando all’amore genitoriale. Ora, é importante ricordarci che l’amore genitoriale è il primo elemento fondamentale per sopravvivere per un neonato e un bambino, pertanto farà di tutto pur di garantirsi tale fonte di sostentamento.

Per cui, cosa hai fatto per garantirti e ricercare amore da parte dei tuoi genitori? A cosa hai rinunciato? Quali credenze ti sono state trasmesse e hai continuato a perseguire nonostante qualcosa stridesse?


Molte tensioni emotive e fisiche, conflitti interiori, derivano dal non voler accettare le convinzioni dei nostri familiari, e la paura di rifiutarle per non essere accettati (e quindi amati) dalla famiglia.


Sempre più spesso vedo persone che si avviano a uno stato di malattia perché non riescono a uscire da una prigione, nonostante la porta sia aperta. Molto spesso siamo schiavi senza reali catene, siamo schiavi per la minaccia dell’ignoto, ma soprattutto la minaccia della solitudine e della mancanza d’amore.


Quante donne continuano a cercare sostegno dandolo agli altri, distrugge di sé stesse, consumandosi di impegni, schiacciandosi sotto i bisogni degli altri, scoppiando di frustrazione per non ricevere molto in cambio! Beh, il loro bisogno d’amore, il loro bisogno di sentirsi importanti per la famiglia le sta portando alla malattia. la credenza ereditata dalla società e dalla famiglia che la donna deve sacrificarsi la sta uccidendo.

Quanti uomini continuano a cercare affetto dalla compagna/moglie perché hanno nascosto il bisogno di sentirsi fragili anch’essi. La credenza sociale e familiare che l’uomo deve assumersi la responsabilità della famiglia lo sta soffocando.


Le credenze… vanno osservate, comprese, e se non in linea con ciò che sentiamo di essere, vanno abbandonate, rimodulate. Vivere la nostra vita é una presa di responsabilità verso noi stessi, non é egoismo, é essere in armonia (offrirci il diritto di vivere senza togliere quello degli altri, se ognuno prendesse la propria responsabilità tutti saremmo felici).


E se noi siamo in armonia ne beneficia la famiglia, la società e il mondo.


Adesso vuoi provare a capire quali credenze sono la tua prigione? Quali bisogni sono le tue catene?


Ricorda che mi trovi nei social


Dott.ssa Nicoletta De Col

Osteopata e MCB

Laureata in psicologia sociale e in scienze motorie


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