• Nicoletta De Col

La Vita è in debito. Rabbia, tristezza e paura tutte insieme. Basi di una malattia.

credo possa aiutare questa riflessione sul senso di ingiustizia.

Una signora ha scritto la stato d’animo in cui si trova. Sta soffrendo perché la vita la sta mettendo di fronte a una dura prova, la sta mettendo di fronte a quello che ha ignorato per tanti anni. Ognuno di noi ha degli IRRISOLTI, che la vita ci ripresenta.

Ha un tumore al polmone e sta seguendo la chemio, continua ad arrabbiarsi verso la malattia e a pensare a tutto quello che non ha avuto. Le ho detto: “hai sempre assistito persone malate, hai rinunciato a scegliere, lasciando che le circostanze scegliessero per te, adesso hai l’occasione per pensare a te, alla tua salute e quindi a scegliere: come vuoi vivere?”

Lei ha sentito il bisogno di scrivere E la ringrazio per aver concesso di condividere in anonimato.

Devo scrivere. Devo?... no scelgo di scrivere cosa sento quando mi chiedo se voglio vivere. Cioè come voglio vivere. Se penso a quello che mi succede, l'analisi e la percezione del mio comportamento

parte sempre da quello che è passato, dei momenti e accadimenti che hanno costruito la mia esperienza di vita.

È un errore. Se fino ad ora considero un fallimento il mio passato, mi rendo conto che una serie di scelte che ho fatto erano in quel momento il migliore modo di affrontare la situazione che le circostanze che "vedevo" mi permettevano. Come mai effettuavo una scelta palesemente sbagliata scoprendo ben presto di aver riposto speranze assurde in persone e situazioni di scarso vantaggio per me.

Certo. Potevo fare scelte differenti ma mi rendo conto che gli aspetti negativi o almeno dubbi che avrei DOVUTO considerare non li vedevo così deleteri.

Erano comunque giustificati dalla convinzione che con la volontà sarei riuscita a cambiare le cose a mio favore o quantomeno in circostanze accettabili.

Ho l'impressione che la mia mente VEDA o abbia visto, solo gli aspetti che voglio vedere per avvalorare una scelta che poi si rivela dissennata, ostinatamente vado per la strada sbagliata. Uso il presente perché non sono sicura che adesso mi comporterei diversamente.

A posteriori posso fare una considerazione: in alcune di queste scelte ho ritrovato il fittizio orgoglio di aver conquistato l'attenzione di qualcuno. Quella che non avevo mai avuto in famiglia. Era una misera compensazione ma così gratificante che ogni altro aspetto dannoso non riuscivo a valutarlo come prevalente.

Orgogliosa, mi sono lasciata usare senza limite, soffrendo, incapace di ritornare indietro dicendomi che "gli errori si pagano".

Adesso, praticamente "in galera" non ho più occasioni di avere relazioni soddisfacenti.

Da qui deriva l'amarezza e l'insoddisfazione che rende grigi gli oggi e ogni prospettiva. Non lavoro. Mi sono ammalata. Ho 70 anni.

Come voglio vivere? Se dovessi esprimere un desiderio vorrei godere di una parte di libertà certo, senza aggravare situazioni pesanti esistenti, avere qualcosa al di fuori di questa vita chiusa e monotona. Mi darebbe un motivo di distrazione e forse di riscatto. Avrei l'impressione di dedicare a me stessa attimi di serenità. Sento che la vita è in debito con me. Non lo sopporto più.

io le ho risposto.

I fiori nascono per sbocciare, fanno i fiori, noi abbiamo bisogno di SENTIRE COSA CI RENDE VIVI, come ci vogliamo esprimere. La natura ci aiuta a capire che la vita è semplice se ci comportiamo in base al motivo per cui esistiamo.

LA NATURA CI RICORDA COM’è La Vita.


La Vita che crediamo ci debba tutto, che debba pensare a noi solo per il fatto di averci messo al mondo, ma non é così! Noi siamo un filo d’erba in un prato, ogni filo é importante e ogni filo costituisce il prato, ma l’obiettivo della Vita non é preservare il singolo filo, ma il prato.

Ricordo ancora delle lacrime versate nel proteggere un piccolo di merlo morente, tra le formiche che lo mordevano anche agli occhi, pensai quanto fosse crudele la vita. Ma capii, che la Vita é nascita e morte, é equilibrio, é in tutto pieno e vuoto, é qualcosa al di là della nostra comprensione. Quindi quello che ci fa soffrire é il nostro bisogno di SENTIRCI SPECIALI, non la Vita che prosegue nei suoi equilibri, ma il nostro dolore nel non sentirci importanti, quando invece ognuno di noi partecipa al disegno Speciale della Vita.

Buona vita anime


Nicoletta De Col

www.nicolettadecol.com

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