• Nicoletta De Col

La relazionalità. Come nasce, perché è importante

La relazione con gli altri ci fa stare bene non solo sul piano emotivo, ma anche su quello fisiologico.


Fin dalle ultime settimane di gestazione è presente in noi un meccanismo neurale che ci permette di valutare le diverse situazioni di pericolo che l’ambiente circostante potrebbe presentare. Dopo la nascita, questo “radar” interno, chiamato Neurocezione, per poter funzionare in modo adeguato, ha bisogno di una corretta maturazione favorita principalmente dal rapporto del bambino con la mamma, o con l’adulto di riferimento, soprattutto durante primo anno di vita. Fondamentale risulta essere la presenza costante

ed affidabile dell’adulto che si manifesta attraverso un’accettazione incondizionata del bambino.


La sintonia che si crea tra mamma e bambino lo aiuta ad imparare a prevedere le azioni e a imparare a riconoscere ciò che può succedere con una certa ritmicità. Il pianto scaturito dal disagio di sentirsi bagnato trova conforto dall’intervento della mamma che gli cambia il pannolino e in questo modo il piccolo ristabilisce la calma interiore che gli permette di esplorare il mondo attorno a lui.


In base alla qualità dell’accudimento da parte della sua mamma, il bambino svilupperà in modo graduale e continuativo la sua personalità. Nei primi mesi cercherà di raffinare le sue richieste in modo tale da ricevere la risposta più adeguata alle sue necessità. In seguito, grazie all’osservazione della mimica facciale espressa dall’adulto, dei gesti ritmici che si susseguono durante il giorno, e poi, grazie allo sviluppo delle capacità motorie e del linguaggio, acquisirà sempre maggiore autonomia.

Quando il bambino sarà più grande e affronterà il mondo della scuola dell’infanzia, e in seguito quello della scuola primaria, dopo un primo impatto di diffidenza inizierà a scoprire il nuovo ambiente con curiosità in quanto la sua capacità di esplorazione affonda le sue radici nella certezza di poter ritornare dalla sua mamma che rappresenta una base sicura.

Con questo tipo di relazione di sicurezza costruita, sarà un bambino che, quando litigherà con un compagno di classe o verrà ripreso dalla maestra per una marachella, al rientro a casa racconterà quello che è successo esprimendo le sue emozioni piangendo o arrabbiandosi. Da adulto sarà in grado di relazionarsi agli altri con il giusto grado di fiducia, costruirà legami duraturi ed equilibrati sia di amicizia che nella coppia, all’interno della quale entrambi i partner sono liberi di dare e ricevere sostegno nei momenti di difficoltà.



 

A cura della dottoressa Bosco Simona, psicologa

ha scritto il libro “adozione e trauma”



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