• Nicoletta De Col

Donna, non é sinonimo di fragilità

Mal di schiena che va e viene, forti dolori premestruali, rigidità uterina, ricerca di accontentare gli altri, ricerca di una carriera scolastica, sono alcuni segnali quando una donna vive l’essere donna come uno stato di inferiorità, di fragilità da nascondere, di istinti da non seguire.

Queste donne rischiano di vivere solo attraverso una visione maschile del mondo: ostentare il ragionamento logico, ritenere che le proprie emozioni non siano giuste, capire cosa pensano gli altri per compiere le proprie azioni affinché siano accettate, ricerca di una posizione elevata nella carriera lavorativa, il dover fare a tutti costi. Quindi, viene persa la parte femminile, quella parte creatrice, quella che ci insegna che tutto è ciclico, che ogni cosa è giusta in un contesto e che allo stesso tempo potrebbe essere non adatta in un altro. Il femminile è lo stile de “le nebbie di Avalon”: dove tutto accade senza azioni esplosive (maschili), battaglie apocalittiche, vendette, ma dove tutto scorre attraverso piccoli cambiamenti, quasi invisibili (si pensi al cambiamento che avviene nelle donne ogni mese, come i cicli stagionali), ma importantissimi: fondamenta della vita!

Scusate, mi perdo, ma amo questo argomento: io per prima ho vissuto in questo labirinto, pertanto vorrei aiutare altre donne a sentire la forza infinita che risiede nel femminile, una forza che la società in cui ci troviamo non ci insegna a vedere.

Quindi, torniamo al dunque.

Il corpo ricorda ogni minuto che si è donne, se noi viviamo questo come una frustrazione perché ci sentiamo deboli, inferiori, e cerchiamo di dimostrare che non lo siamo, significa che una parte di noi sta rifiutando l’utero e il seno. Ecco che questo vissuto si manifesterà nella postura (non è questa la sede per parlare di omosessualità o transgender): rigidità del bacino, respiro corto non addominale, shift anteriore del capo, dolori alla ginocchia a volte imputati a poca cartilagine o altre volte liquidati perché sono cose di poco conto dal punto di vista ortopedico, rigidità epigastrica.

Il senso di inadeguatezza si manifesterà in modo palese in alcune situazioni, mentre in altre sarà più subdolo, sfociando spesso in stati d’ansia nell’età adulta. Lo stato d’ansia spesso è un tentativo del corpo a ricordare che esiste, che ci sono delle emozioni da ascoltare, ignorate da troppo tempo. Gli attacchi di panico sono una manifestazione che ci siamo smarrite, e gli stessi possono essere un’ancora che ricorda dove possiamo ci possiamo.

Il corpo è un alleato prezioso, con una saggezza millenaria, invece lo ignoriamo credendo che la mente sia superiore.

Basti ricordare la forza creatrice di Madre Terra: la crescita di un albero, il cibo che dona richiedono tempo: per avere della semplice farina dobbiamo aspettare 6 mesi perché il frumento cresca; tutto attraverso processi invisibili, non plateali, a differenza di un vulcano in eruzione: il maschile.

Attenzione, sto sottolineando l’aspetto creativo, ma questo non significa che per sentire la forza femminile si debba avere figli!

Le cose importanti richiedono tempo, costanza, quotidianità.

Per la quotidianità ci vuole forza, una forza femminile, in grado di prendersi cura dei cambiamenti sottili e invisibili agli occhi.

Per la costanza ci vuole amore paziente, un’attesa amorevole e di rispetto per i propri tempi è quello degli altri.

Per il tempo si richiede fiducia nei propri istinti, nel costante fluire della Vita.

Non vi sembra una forza immensa tutto questo?

È che siamo troppo abituati a vedere con gli occhi, anziché con il cuore... per attingere a questa forza femmine abbiamo bisogno di sentire, per poi sentire Il mondo attraverso il cuore.

Buona vita, che possiate sviluppare con equilibrio il maschile e il femminile.


Nicoletta De Col

www.nicolettadecol.com

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