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Buon Natale, che possiate trovare la luce dentro di voi

Vorrei augurarvi Buone Feste a modo mio, osservando osteopatia e psicologia anche in questi giorni di festa.


Secondo me spesso si dice “buon Natale” frettolosamente, quasi dimenticandosene il significato che ha per noi e per la persona a cui glielo auguriamo.


Il Natale è una ricorrenza intrisa di simbologia, sia personale che storica (pensiamo al paganesimo da cui deriva). Quindi è un periodo che fa “riannusare” particolari vissuti, emozioni, ricordi, desideri, bisogni, ferite… Diciamocelo: il Natale ci metta alla prova. Ma cosa c’entra quello che sto dicendo con l’osteopatia e la psicologia? Per esempio, possiamo notare aumento di ansia e/o irritabilità, il ritorno di stati dolorosi dopo molto tempo, la febbre che fatalità capita a Natale, il non voler vedere alcuni parenti, sentirsi in dovere e in costrizione, il risveglio di vecchie dinamiche familiari (ovvero schemi precisi con ruoli annessi: stessi argomenti, stesse litigate, chi si arrabbia, chi fa il buffone, chi la vittima ecc).

Un torcicollo, un colpo della strega, un’influenza… possono essere dovuti al periodo del Natale. Mi spiego meglio: a quello che il Natale suscita in noi.


Peter Levine in “Trauma e memoria” spiega come i traumi possano ri-emergere attraverso sintomi corporei nelle date o periodi in cui sono avvenuti. Una specie di anniversario sintomatologíco…

Insomma, ci troviamo davanti alle nostre ferite e alcuni sintomi potrebbero essere messaggi per farci capire cosa si sta risvegliando e cosa è in sospeso dentro di noi, “irrisolto” si dice.

E questi sono argomenti che alcuni di voi sanno bene. Tanto da sembrare di non fare passi avanti nel percorso personale, di trovarsi sempre di fronte alla stessa ferita, allo stesso dolore, vedere il proprio comportamento che fa fatica a cambiare.


Forse queste feste ci fanno comprendere che ci mancano le radici, che ci manca una famiglia, che una famiglia non l’abbiamo mai avuta, che ne abbiamo costruita una, che adesso vorremmo essere da un’altra parte o che siamo dove vogliamo essere…


L’osteopatia è un’arte che insegna a trovare la salute, almeno così i padri fondatori l’hanno tramandata, ma il riconoscimento da parte del MIUR rischia, secondo me, di impoverirla e renderla qualcosa di “manipolativo” che trova la malattia…di nuovo!…anzi nulla di nuovo: tutto come negli ultimi secoli di medicina occidentale…


L’osteopatia è un’arte che trova la salute, per cui è utile capire cosa succede durante le feste di Natale, cosa “si incastra” dentro di noi, e allo stesso tempo è importante trovare la salute, cioè il cosa si libera, il cosa prende spazio dentro noi stessi… e dargliene ancora di più, affinché gli incastri possano sciogliersi.


L’osteopatia considera la natura la fonte di guarigione … e il nostro corpo è natura, ha la guarigione in sé.


La natura ci insegna che tutto è ciclico, che anche dalla profonda oscurità emerge la Vita.

Da qui la simbologia più antica del Natale: la luce nel periodo più buio… è un’occasione per ritrovare la luce.

La luce intesa come speranza, quella luce così debole che si vede SOLAMENTE nel periodo più buio e nell’oscurità più profonde… come per esempio della paura e della tristezza. Eh sì, alcune luci si possono trovare solo così…si potrebbe dire “nella disperazione”.


La luce intesa come il fuoco di un camino … un fuoco accogliente che riscalda con amore, attraverso la relazione con gli altri e con noi stessi. Sì…con noi stessi… troppo spesso ci dimentichiamo la relazione con noi stessi.



Per cui, buone feste, Buon Natale, che possiate trovare la vostra luce, quella che da sempre dimorare dentro di voi.



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