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Autunno: rigidità e dolori perché non lasciarmo andare

Quest'anno l'autunno inizia il 23 settembre e termina il 21 Dicembre.


Durante il cambio di stagione viene consigliato spesso di aiutare il proprio corpo con trattamenti di depurazione del fegato, probiotici, integrazioni vitaminiche e di sali. Per chi soffre di depressione l’autunno è un periodo più difficile; si pensi che la medicina tradizionale cinese dice che se l’autunno viene vissuto in modo disfunzionale, il sentimento che prevale è quello di malinconia. La malinconia emerge e permane quando non lasciamo andare il passato, trattenendolo con il vivere e rivivere i ricordi, mentre la vita presente ci sfugge.

Il corpo potrebbe inviare dei segnali: apatia, risveglio anticipato (verso le ore 4:00-5:00) con sonno a metà mattina, poca voglia di stare con gli altri, rigidità al collo, mal di testa, digestione lenta o sensibilità ai cibi, dolori articolari, predisposizione al raffreddore/laringiti.


Le stagioni ci ricordano la ciclicità della Vita. Sarebbe utile anche ricordarci che in quanto esseri viventi arriviamo dalla Natura e siamo parte di Essa. Questo significa che anche i nostri ritmi sono ciclici e che siamo influenzati dall’ambiente che ci circonda. La credenza che siamo sempre uguali, prestanti, attivi, efficienti, é un retaggio della società industriale occidentale, e del modo cartesiano di osservare il corpo umano come una macchina, che di fatto non é.


L’autunno é la stagione in cui si dispensano le energie raccolte durante l’estate, ci si prepara per l’inverno lasciando andare quel che non é necessario, quello che dissipa le energie. La vegetazione ci ricorda come é facile lasciare andare se l’obiettivo é vivere. É semplice. É la nostra voglia di possedere, l’avidità, l’immaturità a rendere faticoso il “lasciare andare” senza renderci conto (o forse sì) che così ci complichiamo la vita.


Ma cosa significa e a cosa mi riferisco con “lasciare andare”?

Prendiamo l’esempio dal mondo vegetale, il quale nel momento in cui percepisce l’abbassarsi delle temperature inizia ad avviare dei processi per poter continuare a vivere al meglio. A seconda del tipo di pianta, i metodi saranno differenti, in ogni caso c’è la necessità del lasciar andare qualcosa che si faceva PRIMA per iniziare un comportamento utile per ADESSO. Quello che noi osserviamo più facilmente è l’ingiallirsi delle foglie e la loro caduta. Immaginiamo se l’albero avesse paura di lasciare le foglie, piangendo disperato si mette a dire “non vi lascio andare così! Siete parte di me! Dopo tutto quello che abbiamo fatto insieme! Non possiamo buttare via mesi di sacrifici!” (Tutte frasi frequenti tra noi umani). Il destino in questo modo è di morte lenta, nel freddo e nella fame per la dispersione di calore e di nutrimento che creano le foglie.


Quindi, lasciando andare possiamo donarci a nuova vita.

Lasciar andare ciò che è già morto: persone, animali, progetti, idee, aspettative, parti di noi…

Rimanere agganciati creando un loop di ricordi farà sì che il corpo venga un poco alla volta deperito, confuso: la mente crea una realtà che non esiste e il corpo risponde a una realtà che non esiste. Per esempio, ricordatevi che se in questo momento immaginate dettagliatamente di mangiare quello che più vi piace, il corpo risponde prontamente con una copiosa salivazione. Pensate cosa può succedere se in ogni ora della giornata immaginiamo nel dettaglio la morte di ciò che è stato importante per noi.


Lasciare andare è fondamentale, i rituali servono a questo: lasciare che muoia una parte di noi per fare spazio al nuovo, a nuova vita.

Anche quando nasciamo una parte di noi muore: muore la parte fetale, muore la parte legata alla placenta, muore un mondo di acqua , dove luci e suoni sono piacevolmente attutiti.

Siamo nati perché una madre ci ha lasciati andare. È stato doloroso? Sì.

Possiamo continuare a farlo: lasciare andare per nascere di nuovo, consapevoli che è un dolore che abbiamo già gestito.


Ogni giorno possiamo nascere di nuovo.


Dottoressa Nicoletta De Col

Osteopata e massoterapista

Laureata in psicologia sociale


Mogliano Veneto 3409717791



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