• Nicoletta De Col

Abbiamo dimenticato di essere (umani) viventi

È trascorso molto tempo dall’ultimo post, devo essere sincera: mi sono concentrare sul percorso personale. Non posso aiutare gli altri se prima non mantengo un equilibrio interiore e, come ben sappiamo, quest’anno l’equilibrio è stato messo a dura prova per chiunque. Non credo di dirvi nessuna novità nel comprendere che con la giornata di oggi queste difficoltà esteriori non se ne andranno: sicuramente continueranno fino a giugno. Ricordiamoci che sono difficoltà ESTERNE, che noi possiamo filtrare continuamente cosa permettere di arrivare al nostro cuore, e che possiamo scegliere come reagire.

Detto ciò, iniziamo con un argomento di riflessione che credo possa aiutare tutti noi.


Il malessere che mi espongono le persone molto spesso deriva dalla paura di perdita di controllo. Ovvio, che non ne arrivano già consapevoli di questo, ma emerge con il tempo. Infatti, attacchi di panico, di ansia e fobie derivano da queste paure, soprattutto persone che usano molto la loro razionalità per spiegare ogni cosa o persone molto concrete.

Questo mal di vivere non si può risolvere continuando a parlarne, facendo ore di dialogo sul passato, cercando di capire il perchè preciso dei comportamenti di padre, madre, sorella e compagnia bella. Principalmente dobbiamo ricordarci che siamo esseri umani, seguiamo una fisiologia animale sviluppata in un mondo naturale: siamo mortali in un ambiente incerto e non controllabile. Dobbiamo accettarlo, che non significa rassegnarsi, ma esserne consapevoli e agire di conseguenza. Dobbiamo smettere di crederci Dio, o esseri supremi o qualsiasi cosa simile.

Dobbiamo smettere di credere che la razionalità sia saggia, in realtà Il corpo agisce con estrema saggezza: Le nostre cellule agiscono senza la nostra razionalità, la natura sa trovare e mantenere equilibrio che la nostra razionalità non sa comprendere per la maggior parte. Le basi della sopravvivenza sono ancora in mano ai nostri istinti primordiali: se c‘è uno sparo ci accovacciamo a terra e mettiamo le mani in testa senza che la razionalità si metta in mezzo (per fortuna). Se anche volessimo introdurre il termine “intelligenza” le macchine create dall’uomo non sono intelligenti: eseguono protocolli... e rabbrividisco se penso che la scienza medica vuole arrivare al massimo numero di protocolli: la medicina non sarà più umana, sarà spogliata dalla relazione tra esseri unici e intelligenti.


La pace e la serenità arriveranno se smettiamo di credere che siamo superiori a tutto ciò che ci circonda, che tutto è sotto il nostro controllo, che tutto è a nostra disposizione, che la vita sia fatta di obiettivi da raggiungere... se notate, tutte queste cose arrivano da un secolo di messaggi sociali e politici: una massa che cerca di perseguire la felicità produce di più. (questo scrivetevelo sul frigorifero)


Siamo esseri, in primis, non averi.

Siamo esseri viventi, per secondo, che vivono... e noi abbiamo dimenticato cosa sia vivere. Cerchiamo di capirci con un esempio, seminiamo zucchine, e ci arrabbiamo per l’ingiustizia di dover aspettare così tanto tempo per mangiarle e dover fare tanta fatica (cercate di estendere l’esempio ad altre situazioni della vita). Sentiamo ingiuste alcune cose (per esempio un lutto prematuro) perché crediamo che tutto giri intorno a noi, mentre in realtà accadono semplicemente perché accadono, crediamo di meritarci le cose senza tanta fatica, perché ne abbiamo già fatta tanta, in realtà dobbiamo fare fatica perché per ottenere le cose è così, forse il problema è che facciamo tanta fatica perché non sappiamo cosa vogliamo e ci giriamo intorno. Siamo bambini viziati, anziché essere adulti responsabili.


La civilizzazione ci ha allontanati dalla natura, dal saper accettare che siamo esseri viventi all’interno di un sistema complesso, quindi ci siamo allontanati dalla serenità, dall’essere consapevoli che non esiste una vita senza ostacoli...quindi, in questo modo, rimaniamo infelici in attesa di una vita che non si può avere.


Eppure, mi piacerebbe farvi vedere come si trasformano i vostri volti, la luce che riuscite ad emanare, quando vi spogliate dalle ferite e iniziati a comportarvi come esseri viventi presenti che ricordano di avere un cuore pulsante. Vorrei potervi mostrare la vostra luce mentre risentite che cos’è vivere senza inseguire qualcosa.


La nostra razionalità ci fa credere di essere Dio e quando la Natura ci rimette al nostro posto piangiamo come bambini urlando ”questa vita è ingiusta”, ma se ci riconnettiamo alle nostre emozioni e rimaniamo in quello che il corpo ci dice, se uniamo mente, corpo e spirito, riusciamo a vivere in quell’umiltà che i grandi maestri hanno cercato di trasmetterci, riusciamo a raggiugnere la serenit.




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dott.ssa Nicoletta De Col

psicologa sociale, massoteapista


A.M.O.R.E. e Psiche

(Approccio Massoterapico e Osteopatico per Ritornare all’Essere)


www.nicolettadecol.com

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