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20enni che vogliono vivere mentre la società li vuole come zombie

Come vorresti vivere la tua vita?”

“Vorrei stare su un grande divano e non avere la responsabilità di dover fare qualcosa della mia vita


Così ha risposto un ragazzo di 22 anni che sente la pressione di dover fare qualcosa a tutti i costi, senza che nessuno lo abbia aiutato a conoscersi.

Difficilmente riesce a sentire il corpo, le sue emozioni, a definirle (alessitimia), vede solo che fa fatica attuare pensieri e progetti. È necessario ripartire dal corpo, perché le sensazioni permettono di compiere scelte conducendoci dove vogliamo essere.



Cosa sta succedendo?”

“Ne abbiamo già parlato… io non voglio diventare come gli adulti che vedo, sclerati a correre di qua e di là, infelici! Non voglio passare 8 ore al giorno a fare un lavoro che non mi piace per 6 giorni a settimana buttando la mia vita!”


Così ha risposto un ragazzo di 20 anni che sta capendo chi è, e per questo sta cercando di trovare in equilibrio tra chi è e come integrarsi in una società che fa diventare zombie.

Ha imparato ad accettare il proprio corpo e quindi a sentirlo (se non lo accettiamo difficilmente entreremo in contatto con le nostre emozioni), ora sta incontrando le parti di sè sviluppte durante i traumi di svalorizzazione con tensione diaframmatica cronica, dolore allo stomaco, paura di rischiare. (La faccio semplice).



Cosa senti di avere bisogno?”

Ho bisogno di stabilità! A stare coi miei amici, ad essere più serena! Non ce la faccio più a dover cercare continuamente lavoro, a non trovare una persona matura per me. Una stabilità emotiva… adesso che anche il mio punto di riferimento se ne sta andando”


Ragazza di 23 anni aveva attacchi d’ansia per una relazione che la svalorizzava, i genitori spesso assenti, sta capendo che quella spinta a prendersi cura degli altri senza sosta è la ricerca di prendersi cura di sè bambina. Si sta ricordando di respirare più spesso è sta imparando a sentire il corpo che le chiede di rallentare, che la società insegna a correre ma questo non facilita l’ascolto di se stessi.



Vi abbraccio forte dolci anime in corpi 20enni, siete delle luci meravigliose che una società consumistica sta cercando di spegnere, ma io sono tra quelle persone che vi aiuterà a ricordare della vostra luce.


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