• Nicoletta De Col

Psicosomatica tutti la conoscono, ma pochi sanno chi è


La parte sinistra del corpo rappresenta le emozioni, se hai male a un polpaccio significa che non vuoi dirigerti con velocità verso il futuro, se hai rotto un tendine ha problemi con i legami stretti... bhe, non è così automatico, non è così semplice

La psicosomatica è un campo che ricerca la causa di un disturbo fisico-corporeo in un aspetto psicologico. Spesso accade che in caso di cause sconosciute, alla medicina tradizionale, di un sintomo lo si tenda ad attribuire "per forza" a qualcosa di psicologico.

L'errore di base che si rischia di commettere è che un sintomo sia legato a una sola causa, quando, invece, nel nostro corpo tutto è interconnesso, psiche compresa. 

La psiche non conoscibile solo "parlando dei genitori e della propria infanzia", non è solo risposte ormonali, o solo encefalo.

Ogni giorno si conosce qualcosa di più dell'essere umano e della vita, ogni giorno capiamo come siamo lontani dal comprendere davvero la perfezione che sta alla base di tutto questo.

Nel mio lavoro non smetterò mai di stupirmi come l'espressione della vita sia così armonica.

Tutta questa premessa per dire che se abbiamo un sintomo che ci viene detto essere psicosomatico, non dobbiamo rimanere incastrati nelle nostre frasi "sono fatto così", "mi conosco! La mia tensione va tutta nell'intestino", "la psoriasi è psicosomatica", "ho reflusso per il nervoso".

Dire ciò non significa prenderne coscienza, anzi, si costruisce un muro per evitare di guardarsi da una prospettiva più ampia: quella globale!

E non dobbiamo nemmeno rimanere intrappolati nella manicale maniera dell'essere umano di classificare tutto e dividere in compartimenti stagni.

Le nostre emozioni non sono cose che vanno incanalate solo in spazi bui, nascoste agli altri e a noi stessi

Facciamo un esempio, di come si tenda a semplificare.

"Sindrome da colon irritabile. Le persone che ne soffrono sono ansiose e insicure".

È nato prima l'uovo o la gallina? Come può sentirsi sicura una persona che qualsiasi cosa mangi le recherà disturbo? 

Proviamo a considerare il concetto di APPRENDIMENTO, il nostro cervello è semplice, risponde in modo semplice a stimoli esterni, poi noi ci mettiamo etica, religione ecc. 

Se quella persona avesse trovato nella sua famiglia di origine spazio, riservatezza, comprensione solo attraverso la manifestazione di queste problematiche? Il corpo avrebbe imparato, per stare meglio (perché questo è lo scopo), ad avere attacchi di diarrea quando c'è bisogno di isolarsi, oppure stitichezza quando rinuncia a trovare il tempo per sè.

Potrebbe essere dovuto a un'alimentazione scorretta protratta per lungo tempo (per milioni di motivi) avendo aumentato la sensibilità.

Siamo individui con vissuti alle spalle che non sono osservabili: i vissuti sono emozioni che vanno a teatro ogni volta che la nostra mente fa un salto temporale.

È giusto che la persona venga osservata per la postura che assume, ascoltata per i sintomi a cui dà importanza, compresa per le emozioni che prova, accompagnata per il cammino verso il cambiamento, per come è lei e nessun altro.

Dott.ssa De Col

Psicologa sociale, chinesiologa, posturologa 


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