• Nicoletta De Col

Cosa insegna New York? Cambiare le prospettive


New York! Appena arrivata, devo essere sincera, non l'ho trovata affascinante come dicevano. Sarà stata la stanchezza, le quasi 24h di viaggio, la sola e unica voglia di dormire...ma quelle luci di palazzi alti, troppo moderi per una persona come me che adora ascoltare la storia dietro un particolare. Io che amo la natura, che ci faccio in una città dalle sfumature di grigio? Ma oggi, il giorno dopo, New York è cambiata! Ho iniziato ad osservarla da un altro punto di vista: dai newyorkesi! Sono loro "a fare" New York: il bianco vicino al nero, occhi a mandorla vicino a labbra carnose, l'inglese scozzese che dialoga con quello italiano, il sorriso in risposta al tuo inglese "inceppato", al correre in Central Park e trovare qualcuno che chiede una foto con te. Apprezzo New York, la ringrazio per avermi fatto capire che la vita va sempre osservata da più prospettive possibili e arrivare ad amarla e odiarla allo stesso tempo. La si può osservare dal basso: Sentirsi piccoli a guardare i grattacieli, a osservare pezzi di cielo strappati da nubi, le foglie che volano tra riflessi di neon e finestre. La si può osservare dall'alto: Rimanere senza fiato tra sfumature del tramonto, sprazzi di luce che c'erano alberi soffocati. La si può osservare da dentro: Tra il passo veloce del newyorkese medio, lo scorrere del traffico, sguardi incuranti altri sorridenti, dalla coppia che si bacia all'uomo che danza in solitaria con cuffiette, dall'uomo d'affari all'homeless. Ognuno con la sua vita da mostrare e nascondere. Adoro il suo modo di affiancare due elementi che tra loro non hanno nessun rapporto, che cozzano, stridono eppure urlano un loro stile. New York grazie per essere così "strana", perché così imparo a guardare le cose in modo diverso! E tu? Oggi, cosa puoi osservare diversamente? 


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